[COSE COSÌ ]

Concedimi poco, un preludio ai disincanti.
Lasciami arrivare al filo conduttore delle mie idiosincrasie e raggomitolare le mie insonnie su materassi di polline. Volevo raccontarti poesie d'altri tempi, metterti a tacere e farmi ascoltare. 
Mi fiorisci sulle dita. Mi fiorisci tra le costole. Mi fiorisci sugli intramezzi tra cuore e polmoni.
Dopo che ho fatto crollare le tue pareti di alabastro, sono capace di mettere punto e a capo i miei soffi di voce stretti nella gola, ispirata dal colore della tua pelle.
E' così che le mie virgole trovavo un po' del mio coraggio.
Ho le dita articolate, sono le stesse con cui ti disegno i contorni. Quelle che scrivono per te, di te. Sei vento e marea. Sei uragano e terra bagnata dalla pioggia. 
Ho la voce strozzata dentro questa gola riarsa dal troppo dire, volevo dirti tante cose come non se ne sono mai sentite, solo per vedere i tuoi sorrisi e invece ho solo le ispirazioni che si tramutano in parole da leggere. Sono più brava a scrivere che a parlare. Sono un tale casino, ma tu mi sei rimasto sulla pelle pur avendoti appena sfiorato, mi sei rimasto davanti agli occhi pur avendo provato a distrarmi.
  
LoReNa CeNtOfaNti   




Tutte le reazio

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